Un altro copia-incolla nell'uso delle lavagne interattive multimediali
Negli anni 50 esisteva un televisore per paese, nei bar o nelle case ricche. Poi il televisore è diventato un elettrodomestico indispensabile.
Qui in Trentino ci possiamo ben considerare una di quelle case ricche, visto che sono piovute sulle nostre scuole 600 LIM, una LIM ogni 13 docenti. Il problema è tutto qui: il successo e l'evoluzione di uno strumento sono determinati da quante più persone lo utilizzano spinte da un bisogno.
Penso che solo un docente in grado di utilizzare (da solo) il computer, una tavoletta grafica e/o una mouse-pen per costruire a casa le proprie lezioni come se lavorasse su una LIM, ma soprattutto per studiare attraverso questi strumenti, possa avvertire il bisogno e quindi comprendere le modalità con cui rendere utile lo strumento nella propria didattica. Se il docente traspone modalità di apprendimento/insegnamento dal libro alla lavagna di ardesia, o dal libro al computer (magari su Word...), la LIM servirà solo ad un ennesimo copia-incolla dell'informazione.
Per quanto ho potuto vedere nella mia esperienza di formatore, le migliori pratiche (perchè esistono) rimangono relegate in zone in cui operano insegnanti-missionari che ogni giorno lottano per convertire al digitale in primis i proprio colleghi, nelle aree BES e nelle scuole elementari.
Ben 3 anni fa, che digitalmente corrispondono ad un'era geologica, consideravo, nelle discussioni con i miei colleghi, la LIM un tecnosauro, grosso, immobile, costoso. Poi, memore dell'insegnamento di mio nonno "An bon soldà ogni arma ghe fa!", ho cercato di trovarci il lato positivo, ma resto convinto che quando ti tiri in casa qualcosa di grosso, immobile e costoso, difficilmente te ne liberi...
(D.P.)
Qui in Trentino ci possiamo ben considerare una di quelle case ricche, visto che sono piovute sulle nostre scuole 600 LIM, una LIM ogni 13 docenti. Il problema è tutto qui: il successo e l'evoluzione di uno strumento sono determinati da quante più persone lo utilizzano spinte da un bisogno.
Penso che solo un docente in grado di utilizzare (da solo) il computer, una tavoletta grafica e/o una mouse-pen per costruire a casa le proprie lezioni come se lavorasse su una LIM, ma soprattutto per studiare attraverso questi strumenti, possa avvertire il bisogno e quindi comprendere le modalità con cui rendere utile lo strumento nella propria didattica. Se il docente traspone modalità di apprendimento/insegnamento dal libro alla lavagna di ardesia, o dal libro al computer (magari su Word...), la LIM servirà solo ad un ennesimo copia-incolla dell'informazione.
Per quanto ho potuto vedere nella mia esperienza di formatore, le migliori pratiche (perchè esistono) rimangono relegate in zone in cui operano insegnanti-missionari che ogni giorno lottano per convertire al digitale in primis i proprio colleghi, nelle aree BES e nelle scuole elementari.
Ben 3 anni fa, che digitalmente corrispondono ad un'era geologica, consideravo, nelle discussioni con i miei colleghi, la LIM un tecnosauro, grosso, immobile, costoso. Poi, memore dell'insegnamento di mio nonno "An bon soldà ogni arma ghe fa!", ho cercato di trovarci il lato positivo, ma resto convinto che quando ti tiri in casa qualcosa di grosso, immobile e costoso, difficilmente te ne liberi...
(D.P.)

